STORIA DEL CENTRO
Da 18 anni il centro d'Arte "LA CORNICE"  è diretto da me Luigi Baldascino ed ho voluto dotare Casal di Principe di una struttura come questa che fosse capace di polarizzare le espres-sioni artistiche dell'ultimo secolo non sempre con-vergenti e storicizzate.

STORIA  DI  UNA  CORNICE  NATA  CORNICE.
La sua scelta le consentirà di apprezzare la qualità. Abbiamo sele-zionato i migliori legnami, li abbiamo trasformati, con abile opera, in piccoli capolavori, la cui bel-lezza crescente nel tem-po, sarà una delicata compagna del vivere domestico.

COME NASCE UNA LITOGRAFIA
Un profano può accertano di persona: il disegno litografico è qualcosa di completa-mente diverso da qual-siasi altra creazione arti-stica, diverso anche dal disegno eseguito sul foglio di carta.

ARTE CONTEMPORANEA
Produzione artistica dall'inizio del XX secolo ai nostri giorni, a opera di numerosi movimenti, correnti stilistiche, scuo-le e singoli pittori, scultori e architetti, per-lopiù accomunati dal rifiuto o comunque dal conscio superamento dei canoni estetici e archi-tettonici affermatisi nel-l'arte occidentale a par-tire dal Rinascimento.

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ARTE CONTEMPORNEA

Arte contemporanea Produzione artistica dall'inizio del XX secolo ai nostri giorni, a opera di numerosi movimenti, correnti stilistiche, scuole e singoli pittori, scultori e architetti, perlopiù accomunati dal rifiuto o comunque dal conscio superamento dei canoni estetici e architettonici affermatisi nell'arte occidentale a partire dal Rinascimento.

1. Espressionismo
2. Cubismo
3. Arte Astratta
4. Dada
5. Surrealismo
6. Interpretazioni Statunitensi di correnti Europee
7. Realisti e regionalisti Statunitensi
8. Espressionismo Astratto
9. La Pop Art e altri movimenti d'avanguardia
10.  Neoespressionismo e nuovi realisti

1) Espressionismo
Molto diffuso tra gli artisti francesi e tedeschi di fine Ottocento era l'interesse per l'arte delle popolazioni che vivevano in modo ancora genuino e tradizionale, o addirittura erano rimaste allo stato primitivo (vedi Primitivismo): Gauguin ricercò manifestazioni artistiche spontanee dapprima in Bretagna, in seguito nei mari del Sud; Vlaminck sosteneva di essere stato tra i primi artisti europei ad aver scoperto la scultura africana; in Germania, i giovani artisti riuniti nel gruppo Die Brücke (Il ponte) visitavano regolarmente il Museo etnologico di Dresda, amando, come i fauves francesi, l'immediatezza e il potere evocativo dell'arte primitiva. Fecero parte del movimento Die Brücke Ernst Ludwig Kirchner, Erich Heckel, Karl Schmidt-Rottluff ed Emil Nolde, che elaborarono uno stile espressionista, estremamente semplificato, in grado di trasporre sulla tela l'angoscia esistenziale e le paure dell'uomo contemporaneo. Un secondo gruppo di artisti, noto con il nome di Der Blaue Reiter (Il cavaliere azzurro), si riunì a Monaco nel 1911 sotto la guida dei pittori Vasilij Kandinskij e Franz Marc. Ispirandosi all'arte primitiva, al fauvismo e all'arte popolare, questi giovani si affermarono come autori di opere espressioniste di matrice astratta e semiastratta.

2) Cubismo
L'interesse per la scultura primitiva svolse un ruolo significativo anche nella nascita del cubismo. Le opere protocubiste di Picasso, come Les demoiselles d'Avignon (1907, Museum of Modern Art, New York), evidenziano la ripresa di moduli e stilemi tipici sia dell'arte africana sia dell'antica arte iberica. Picasso e Braque svilupparono le teorie cubiste tra il 1907 e il 1914, dando vita a uno stile pittorico che ebbe grande influenza su tutta l'arte del Novecento. Il cubismo enfatizza la superficie piatta e bidimensionale del supporto e rifiuta la prospettiva tradizionale, il modellato e il chiaroscuro. Nella prima fase della storia del movimento, detta del cubismo analitico, obiettivo principale della pittura cubista fu la scomposizione e l'analisi della forma: nei dipinti veniva offerta una visione simultanea dei diversi lati degli oggetti, rappresentati come se fossero costituiti da elementi geometrici squadrati simili a cubi. Per enfatizzare ulteriormente la natura astratta della composizione, i cubisti utilizzavano spesso un solo colore, perlopiù grigio-beige, in sfumature smorzate.
La seconda fase, chiamata generalmente cubismo sintetico, ebbe origine da una serie di esperimenti realizzati con la tecnica del collage; materiali come legno, carta di giornale, fotografie o piume venivano incollati sul dipinto e combinati (facendone una "sintesi") con le superfici dipinte. Sebbene le figure fossero ancora rappresentate in forme frammentate e piatte, l'uso di colori brillanti diede luogo a composizioni più ricche e accattivanti rispetto alle precedenti. Altri esponenti della corrente cubista (ciascuno con varianti stilistiche proprie) furono Fernand Léger, Robert Delaunay, Sonia Delaunay, Marcel Duchamp, Juan Gris e František Kupka. Numerosi futuristi italiani, in particolare Gino Severini, Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Giacomo Balla, ripresero alcune tecniche e intenti del cubismo, concentrandosi però soprattutto sulla resa del movimento in pittura, attraverso la ripetizione ritmica di linee e immagini.

3) Arte astratta
Il cubismo fu determinante in generale per lo sviluppo della rappresentazione non figurativa, o arte astratta: se ne riconosce l'influenza ad esempio nelle opere di Kandinskij realizzate nel 1910 e negli acquerelli astratti di Paul Klee. Gli artisti russi, che conobbero l'arte cubista attraverso pochi dipinti di collezioni private, svilupparono un'arte astratta dai tratti originali, prevalentemente geometrici. Kazimir Malevic è famoso per il dipinto che rappresenta un quadrato nero su fondo bianco (1913, Museo Russo, San Pietroburgo), opera inaugurale del "suprematismo", lo stile che secondo le sue intenzioni doveva esprimere la "supremazia della sensibilità pura nelle arti figurative". Altri pittori russi influenzati e ispirati dal movimento cubista furono i cosiddetti costruttivisti: Aleksandr Rodcenko, Ljubov Popova, El Lissitskij, Naum Gabo, Anton Pevsner e Vladimir Tatlin.
Esiti fecondi ebbe l'arte astratta anche nei Paesi Bassi, dove giovani artisti d'avanguardia volevano dar vita a uno stile universale, applicabile a ogni manifestazione artistica, dall'edilizia urbana al design di mobili, dalla pittura alla scultura. I principi estetici del movimento olandese chiamato De Stijl (Lo stile) furono formulati e diffusi attraverso la rivista omonima, principalmente da Theo van Doesburg e Piet Mondrian. Mondrian, che aveva conosciuto l'arte cubista fin dal suo primo soggiorno parigino (1911-1914), nel 1920 pubblicò il saggio Il neoplasticismo, in cui affermava che obiettivo fondamentale dell'arte doveva essere l'espressione di pure forme plastiche. Nei suoi dipinti degli anni seguenti ridusse la gamma dei colori, limitandosi a quelli primari, e negò ogni rappresentazione della profondità, tracciando sulla superficie piatta e bidimensionale della tela reticolati geometrici di linee rette.

4) Dada
Il movimento dadaista nacque quasi contemporaneamente in Europa e in America a metà degli anni Dieci, proponendosi come antitesi al razionalismo di Mondrian e all'arte astratta in generale. Il gruppo di artisti e scrittori che costituì questo movimento si diceva disgustato dai valori borghesi della società contemporanea: la scelta stessa del nome dada (in francese "giocattolo", "cavalluccio di legno"), privo di significato pertinente, voleva sottolineare la protesta e l'estraneità ai canoni estetici tradizionali. Il più noto tra i dadaisti fu Marcel Duchamp, del quale ricordiamo il celebre Nu descendant un escalier n.2 (1912, Philadelphia Museum of Art), una sintesi di pittura cubista e futurista, e La mariée mise à nu par ses célibataires, même (1923, Philadelphia Museum of Art), composizione astratta di vetri e pezzi di metallo su supporto dipinto. Tra gli altri artisti del movimento si distinsero Jean Arp, Francis Picabia, Man Ray, George Grosz e Max Ernst.

5) Surrealismo
Nel 1922 il movimento dada aveva già perso buona parte della sua carica innovativa; alcuni dei suoi esponenti si rivolsero allora all'emergente surrealismo, tendenza espressiva che, analogamente a dada, vedeva nella casualità e nell'elemento fortuito il fondamento della creazione artistica. In Italia il surrealismo fu anticipato dai dipinti onirici e inquietanti di Giorgio de Chirico, in cui sono rappresentate piazze di città deserte e desolate e statue enigmatiche. Fu tuttavia lo scrittore francese André Breton a battezzare il movimento e a stenderne il manifesto nel 1924, affermando la centralità del subconscio e dei sogni all'interno del processo creativo. Non esiste in realtà un'unità stilistica tra i vari artisti surrealisti, dato che, coerentemente con i loro principi estetici fondamentali, ciascuno di loro assecondava la propria ispirazione spontanea e irrazionale; coloro che utilizzarono uno stile più figurativo furono Max Ernst, Salvador Dalí, René Magritte, Paul Delvaux e Man Ray; altri elaborarono invece stili più astratti: ad esempio, Jean Arp, André Masson, Yves Tanguy e Joan Miró.

6) Interpretazioni statunitensi di correnti europee
Fino alla fine degli anni Quaranta la maggior parte degli stili e dei movimenti artistici più innovativi si affermò in Europa, e solo in seguito si diffuse negli Stati Uniti. L'impressionismo americano, ad esempio, si sviluppò circa vent'anni dopo il movimento francese, e salvo poche eccezioni - rappresentate da Childe Hassam e Mary Cassatt (che comunque lavorava principalmente in Francia) - non possedeva la vitalità e la carica rivoluzionaria che si riscontra nei dipinti europei. Si schierò in aperto contrasto con la scuola paesaggistica impressionista il gruppo di giovani artisti The Eight (Gli Otto) capeggiato da Robert Henri; noti anche con il nome di Ashcan School ("scuola del bidone della spazzatura") per via dei soggetti semplici e domestici, tali artisti si rivolsero alla rappresentazione di paesaggi urbani ordinari, spesso deprimenti e sgradevoli, attraverso stili volutamente convenzionali vicini a quello dell'illustrazione dei periodici. Le sperimentazioni di Cézanne, il fauvismo e il cubismo rimasero relativamente sconosciuti negli Stati Uniti fino all'avvento della famosa Armory Show, mostra d'arte internazionale che si tenne a New York nel 1913. Sempre a New York nacque la famosa 291 Gallery del fotografo Alfred Stieglitz, dove esposero alcuni artisti americani, come Max Weber, Arthur Dove e Marsden Hartley, che erano stati in Europa e avevano dunque avuto modo di assimilare le novità più interessanti di quel mondo artistico.
Il cubismo fu reinterpretato in varianti originali: Morgan Russell e Stanton Macdonald-Wright si fecero promotori di uno stile astratto fondato su effetti ritmici creati attraverso il colore; Charles Demuth, Georgia O'Keeffe e Charles Sheeler elaborarono un realismo estremamente stilizzato, privilegiando paesaggi urbani dominati da grattacieli, autorimesse e complessi industriali. L'arte astratta ebbe tra i suoi interpreti anche Stuart Davis, autore di quadri caratterizzati da combinazioni di lettere e vivaci superfici colorate, e alcuni artisti immigrati dall'Europa, che diffusero i principi del gruppo De Stijl. Nel 1929 fu fondato a New York il Museum of Modern Art, dedicato alle opere dell'avanguardia.

7) Realisti e regionalisti statunitensi
Durante gli anni Trenta si affermò negli Stati Uniti, accanto a correnti che riprendevano le tendenze pittoriche europee, un movimento di reazione nei confronti degli stili importati, che propugnava lo sviluppo di un'arte genuinamente americana. Pittori realisti urbani come Ben Shahn, Reginald Marsh e William Gropper rappresentarono nelle loro opere la realtà sociale e politica dell'epoca della Grande Depressione; i regionalisti Grant Wood, Thomas Hart Benton e John Steuart Curry si ispirarono alla vita contadina del Midwest. Uno dei più importanti realisti dell'epoca fu Edward Hopper, che esplorò la solitudine e l'isolamento della provincia rurale americana. Dopo la seconda guerra mondiale ebbe successo un altro realista, Andrew Wyeth, dallo stile cupo e piuttosto spoglio.

8) Espressionismo astratto
Sorto a New York, tra gli anni Quaranta e Cinquanta del Novecento, in opposizione ai canoni della rappresentazione tradizionale, il movimento dell'espressionismo astratto non fu caratterizzato da uno stile univoco. Lo documentano le opere di artisti come Pollock, Hofmann e Rothko. Quanti si ispirarono a questa tendenza artistica condivisero soprattutto l'interesse per l'affermazione immediata e spontanea dell'individuo attraverso l'atto creativo del dipingere. Alcuni artisti statunitensi che avevano aderito al movimento realistico degli anni Trenta nei decenni successivi diedero vita al cosiddetto espressionismo astratto, principalmente sotto l'influenza dei surrealisti europei fuggiti negli Stati Uniti nel corso della seconda guerra mondiale. Dai surrealisti, gli artisti americani derivarono l'interesse per il subconscio, per il simbolo e il mito, ed ereditarono la tecnica dell'automatismo: cominciarono quindi a produrre opere in cui il processo pittorico in sé rivestiva un'importanza primaria (action-painting, "pittura dell'azione", o "pittura-atto"), ricorrendo ad esempio al dripping, sgocciolatura casuale di colore sulla tela distesa a terra. Maestro riconosciuto di questa arte "gestuale" fu Jackson Pollock, al quale si affiancarono Willem de Kooning, Franz Kline, Hans Hofmann, Robert Motherwell.
Una corrente interna all'espressionismo astratto fu il Color-field Painting, pittura astratta caratterizzata da grandi campi colorati: ne furono principali esponenti Mark Rothko, Barnett Newman, Clyfford Still, Morris Louis

9) La Pop Art e altri movimenti d'avanguardia
Quando l'espressionismo astratto divenne lo stile predominante negli Stati Uniti, alcuni artisti iniziarono a prenderne decisamente le distanze, rigettando tutto ciò che di esso consideravano eccessivamente solenne e teoretico. Tale violenta reazione sfociò nella cosiddetta Pop Art. Gli artisti che vi aderirono attingevano direttamente al repertorio di immagini della pubblicità, dei fumetti, dei film, della cultura popolare, e realizzavano le loro opere con materiali e oggetti di uso quotidiano. Sebbene sia considerata una tendenza artistica tipicamente americana, in realtà la Pop Art nacque formalmente a Londra, in occasione di una mostra di Richard Hamilton e altri artisti, e deriva direttamente dall'opera di Marcel Duchamp (in particolare, dai suoi ready-made). Principali esponenti della Pop Art furono Andy Warhol, Jasper Johns, Robert Rauschenberg, Roy Lichtenstein, Tom Wesselmann, James Rosenquist.
L'influenza della Pop Art è evidente nella corrente pittorica iperrealista che si affermò alla fine degli anni Sessanta: soggetti privilegiati erano insegne luminose al neon, caffetterie e banali ambienti cittadini e di periferia. Nella meticolosa resa di questi particolari urbani, come pure nei ritratti, gli artisti iperrealisti - tra i quali ricordiamo Richard Estes, Robert Cottingham, Chuck Close e Don Eddy - si avvalevano dell'aiuto della fotografia, mirando a una precisa quanto impersonale verosimiglianza.
La pittura astratta continuò a svilupparsi in diverse declinazioni stilistiche sia negli Stati Uniti sia in Europa. Nel corso degli anni Sessanta e Settanta prese piede l'Optical Art (abbreviata anche in Op-Art), che mirava a produrre, attraverso contrasti di bianco e nero o giustapposizioni di colori brillanti, forti illusioni ottiche: obiettivo primario era indurre lo spettatore a riflettere sui processi della percezione. Un'altra corrente di rilievo, influenzata dal Color-field Painting e dalle austere composizioni geometriche di Josef Albers, fu rappresentata dal minimalismo: rientrano in questo alveo le rigorose forme geometriche di Kenneth Noland, i soggetti in serie di Larry Poons, le tele al limite del monocromatismo di Robert Ryman. L'ispirazione analitica del minimalismo fu ulteriormente sviluppata dall'arte concettuale, in cui l'idea o il concetto dell'artista diventa predominante sulla realizzazione concreta, e talvolta addirittura tende a sostituirla

10) Neoespressionismo e nuovi realisti
Negli anni Ottanta si diffuse negli ambienti artistici statunitensi un moto di rivolta nei confronti della qualità impersonale e inespressiva del minimalismo e degli stili astratti: da ciò derivò la rinascita dell'arte figurativa e descrittiva nota come neoespressionismo. Visionari e provocatori, i neoespressionisti diedero vita a opere caratterizzate da forme distorte e violenti cromatismi: tra i più noti, ricordiamo i tedeschi Anselm Kiefer, Georg Baselitz e A.R. Penck (pseudonimo di Ralph Winkler); gli italiani Sandro Chia, Francesco Clemente e Enzo Cucchi; e gli americani Julian Schnabel e David Salle.

Prima che il neoespressionismo riportasse l'attenzione del pubblico e della critica internazionale sulla pittura figurativa, una serie di pittori realisti indipendenti aveva già intrapreso originali ricerche incentrate sulla rappresentazione del reale quotidiano e della figura umana. I ritratti deformati e tormentati di Francis Bacon, i paesaggi urbani e gli ambienti domestici di David Hockney e il realismo risoluto di Lucian Freud testimoniano la forza della tradizione figurativa nell'arte britannica. Negli Stati Uniti, gli studi di nudo di Philip Pearlstein, essenziali e rigorosi, costituirono un modello per molti giovani pittori realisti.

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